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Danny Krivit

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Danny Krivit

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Con il DJ set di Danny Krivit, il protagonista insieme a Causell e Kevorkian del successo de
Il Body&SOUL di New York – probabilmente l’evento musicale che più ha contribuito, non solo nella grande mela, a ridefinire musicalmente il clubbing di fine anni novanta –


Con il DJ set di Danny Krivit, il protagonista insieme a Causell e Kevorkian del successo de
Il Body&SOUL di New York – probabilmente l’evento musicale che più ha contribuito, non solo nella grande mela, a ridefinire musicalmente il clubbing di fine anni novanta – non aveva ancora visto la luce ed era solo un progetto embrionale nella mente di uno dei suoi ideatori e fondatori: Francois Kevorkian. Era il 1995 quando lo stesso Francois ci parlò di questo progetto e da lì a breve prese il via la domenica pomeriggio del Body&SOUL, con il trio Kevorkian-Claussell-Krivit che si alternava, disco dopo disco, allo Urei 1620 del club Vinyl di Huber Street.


Danny Krivit cresce nel Greenwich Village degl’anni sessanta, circondato da un ambiente musicale in pieno fermento; il padre è il manager di Chet Baker e la madre una nota cantante jazz. Entra in contatto con artisti del calibro di Jimi Hendrix, Janis Joplin, John Lennon e Yoko Ono, mentre coltiva la grande passione per il vinile che diverrà poi la sua professione quando un amico manager lo presenta ad uno dei suoi artisti: James Brown.


James inizia a passargli in anteprima i suoi dischi mix che Danny propone regolarmente al Ninth Circe, club che nel frattempo, suo padre ha aperto. Nel 1977 diventa il DJ principale del Ones, secondo club aperto dal padre, ed immediatamente si impone all’attenzione della scena underground newyorkese. I suoi DJ set risentono di quella che è da considerarsi un’ epoca fondamentale della club culture di New York nella metà degl’anni settanta.
Locali come il Gallery di Nicky Siano, il Galaxy 21 di Walter Gibbons (dove Francois Kevorkian suona la batteria che accompagna le selezioni di Gibbons), il Better Days di Tee Scott, il Limelight di David Rodriguez e Le Jardin di Bobby DJ Guttadaro.
Ma uno su tutti i Loft: la casa di David Mancuso, che da qualche tempo ha sposato l’ortodossia dell’house party (house inteso come casa e non come House Music, lo stile forgiato a Chicago anni dopo da Frankie Knuckles e Ron Hardy) da contrapporre alla collaudata formula commerciale delle “discoteques” in voga a New York.


E’ proprio al Loft, sede ufficiale del primo “record pool only for DJs” della storia, che Danny cementa la profonda amicizia con Larry Levan e Francois Kevorkian.
Contemporaneamente, suona i dischi al Trude Hellers e coltiva insieme alla sua ragazza, la passione per i roller-skates. I due sono soliti praticare questa attività al Paradise Garage, che rimarrà il loro club prediletto fino alla chiusura definitiva nel 1987.
A porte chiuse, Levan ascolta i dischi nuovi, mentre Danny scorrazza per il dancefloor del leggendario club di King Street.


Danny suona frequentemente in locali come il Danceteria, Ice Palace, Limelite, Save the Robots, Tunnel ed ovviamente il Paradise Garage.
Si impone come uno dei pochi DJ bianchi che scratchano godendo delle attenzioni di DJs come Afrika Bambataa e Grand Master Flash.
Riviste specializzate come Billboard e Dance Music Report ospitano le sue playlist ed i suoi set vengono trasmessi da radio come WBLS-NY, WKTU e Kiss FM.


Fondamentale è però il lavoro degl’anni ottanta in studio, principalmente orientato verso il re-editing dei brani con l’uso del taglia-incolla attraverso il Reel-To-Reel (registratore a bobina):
tempi in cui l’editing su computer era fantascienza. Una pratica, quella del re-editing, che consiste nel rileggere un brano nella sua stesura, selezionando e ricomponendo esclusivamente porzioni musicali della registrazione originale e senza introdurre elementi personali.
Con l’evolversi di questa particolare attività, si iniziano anche ad infrangere le “regole” ed introdurre elementi da brani diversi, ibridi documentati in vinili da dodici pollici. La versione del classico “Love Is The Message” di MFSB confezionata da Danny, venne considerata da molti DJs dell’epoca come la versione originale del brano.


Negl’anni novanta suona allo Shelter, il Sound Factory, il Twilo ed all’appuntamento del Loft mancusiano. Nel 1996 il Body&SOUL vede la luce ed è la consacrazione.
La sua reputazione cresce a livello mondiale con live set in Europa e Giappone.
Danny possiede circa 50.000 dischi in vinile ed il suo nome è riportato in una settantina di produzioni dove appare come produttore, remixer ed editor.

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